NINNI PIU

INFLUENZA A/H1N1, PRUDENZA SENZA ALLARMISMI

INTERVISTA AL DOTT. NINNI PIU
di Alessandra Dessì

A giorni sarà distribuito il vaccino per l’influenza A /H1N1 destinato alle categorie considerate maggiormente a rischio. Intanto a aumentano nel mondo i rischi di contagio.
Per capire meglio come arginare il problema abbiamo rivolto alcune domande al Dott. Ninni Piu. esperto di fama internazionale.

D. Dott. Piu, perché I’influenza A /H1N1 spaventa maggiormente rispetto all’influenza stagionale, posto che, statisticamente, finora ha determinato un numero inferiore di vittime?
R. Perché I’informazione spesso è insufficiente e mal presentata dai medici, da certi giornali e televisioni.
Il problema dell’influenza da Virus A ( H1 N1) non deve preoccupare eccessivamente perché da anni in tutto il mondo si è instaurata una capacita di difesa del sistema immunitario legata alla vaccinazione in grado di proteggere per mesi e favorire la messa in circolo di anticorpi che catturano il virus in causa.
Esistono inoltre gli antibiotici per le complicanze. A questo proposito è sufficiente ricordare la grande pandemia che va sotto il nome di “Spagnola” o della “Seconda Guerra Mondiale” : ha mietuto 50.000.000 di vittime. Allora purtroppo non c’erano i vaccini e tanto meno gli antibiotici.

D. Vogliamo parlare del vaccino e della sua attività?
R. I vaccini non sono in discussione se preparati con scrupolo e competenza , sono utili, direi indispensabili, anche se talvolta non contengono gli antigeni del ceppo virale in causa, ma sono presenti gli antigeni dei tre virus influenzali selezionati in prima battuta dagli esperti dei 100 Centri presenti in 83 Paesi e, successivamente dai 4 Centri di riferimento definitivi di Atlanta, di Melbourne, di Londra e di Tokyo, che operano – scegliendo tra le migliaia e migliaia di virus che ricevono – quelli di più frequente riscontro. Pertanto nel vaccino che verrà utilizzato quest’anno sono presenti gli antigeni di tre virus, come riportato nel bugiardino del vaccino stesso.

D. A chi lo consiglia?
R. Io che sono, oltre che Microbiologo e Virologo, anche Allergologo, credo nei vaccini e la fiducia nei medesimi deriva dai miei 47 anni di esperienza. Se fosse possibile disporre di milioni di campioni, somministrerei il vaccino a tutti gli abitanti del mondo, ma dobbiamo limitarci, ovviamente, ai casi in cui è d’obbligo: donne che hanno partorito da meno di sei mesi – e in loro assenza anche alla persona che assiste il neonato-; pazienti con sofferenza a carico dell’apparato respiratorio, dell’apparato cardiocircolatorio; diabetici e altri malati affetti da neoplasie e gravi patologie epatiche, ma anche bambini al di sotto dei sei mesi di età o pazienti che assumono l’aspirina ( acido acetilsalicilico ) abitualmente, donne nei primi tre mesi di gravidanza e pazienti ricoverati in ospedale in reparti di lungo degenti. E’ vero, la spesa è enorme, per l’Italia l’epidemia avrebbe costi superiori al 1.500.000.000 di Euro.

D. Il vaccino sarà stato sufficientemente testato o potrebbe dare spiacevoli effetti collaterali?
R. Credo alla sicurezza e all’affidabilità di quanto viene fatto nei 4 Centri di massimo riferimento dell’OMS. Coloro i quali si assumono la responsabilità di inserire nel vaccino i virus che ritengono essere i più rappresentati, sono i massimi esperti a livello mondiale. Si consiglia in ogni caso a chi viene sottoposto al vaccino di sostare per alcuni minuti nell’ambulatorio dove è stato vaccinato, chiedendo al medico un numero di telefono cellulare per poterlo rintracciare in caso di necessità.

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