ALFONSO PECORARO SCANIO

INTERVISTA AL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, ON. ALFONSO PECORARO SCANIO

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Il ministro a Cagliari per l’eliminazione dei tralicci dall’area naturalistica di Molentargius
Di Alessandra Dessì
A Cagliari per poche ore, Alfonso Pecoraro Scanio, alla presenza delle autorità locali, ha assistito, soddisfatto, alla rimozione dei dieci tralicci dell’alta tensione, presenti nello stagno di Molentargius. La rimozione dei tralicci ha segnato la felice conclusione di una battaglia ambientale che andava avanti da quattro lustri.

Ministro, l’eliminazione dei tralicci, nell’area naturalistica di Molentargius, riporta l’ambiente alle sue origini naturali. Come si è resa possibile una operazione di questa portata?

Questa operazione è il frutto di una sinergia positiva a più livelli. Mi riferisco, evidentemente, alla collaborazione tra il Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, la Regione Sardegna e Terna. L’intervento nell’area naturalistica di Molentargius, non solo tenta una sintesi tra la salvaguardia dell’ambiente e il risparmio energetico, ma offre anche un segnale importante dal punto di vista economico ed occupazionale. La partecipazione ai lavori di aziende in parte anche sarde, mostra un esempio di economia costruita a favore dell’ambiente e non sulle sue spalle. Questa è la dimostrazione di come l’economia del nostro Paese abbia sempre più un futuro verde di come, scelte di riqualificazione ambientale, possano diventare un volano per lo sviluppo economico.

Ministro Pecoraro, per uscire dai confini regionali, parliamo di finanziaria. La finanziaria 2007 ha sicuramente una forte “impronta verde”. Vogliamo parlare dei contenuti ambientali più significativi, introdotti nella manovra?

Non c’era mai stata una finanziaria così orientata in senso ambientalista. Questa manovra permette all’Italia di recuperare il gap accumulato negli ultimi anni e le consente di fare passi in avanti in materia di tutela ambientale, salute del cittadino, e innovazione tecnologica. Abbiamo stanziato ben 730 milioni di euro per la difesa del suolo e contro il dissesto idrogeologico nel nostro Paese. Non era mai successo. Inoltre sono disponibili 270 milioni di euro per la mobilità sostenibile e altri 600 milioni per il Protocollo di Kyoto da impiegare nella riduzione delle Pm 10, delle polveri sottili, e per la riduzione dei gas serra. Ci sono misure per politiche ed efficienza energetica all’insegna del risparmio ed altri incentivi per la produzione di agro-energie, rigorosamente “made in Italy”. La promozione delle energie rinnovabili rappresenta una grande occasione di sviluppo e di innovazione per le imprese che adotteranno tecnologie rispettose dell’ambiente e non potrà che avere effetti positivi sull’economia italiana.

Ministro, cos’è “conto energia”, di recente approvazione?
Siamo di fronte ad una svolta nel campo della produzione e dell’utilizzazione dell’energia, che pone in primo piano il cittadino e crea grosse opportunità per lo sviluppo delle tecnologie fotovoltaiche. Abbiamo abolito i tetti massimi, presenti nell’infelice normativa del precedente governo, dando l’opportunità a tutti gli utenti di essere piccoli produttori di energia fotovoltaica. Le banche finanzieranno l’installazione degli impianti con prestiti fino settemila euro a tasso agevolato, con la possibilità di ammortizzare l’investimento iniziale in media tra i 6 e i 10 anni, a seconda del rapporto tra la potenza installata e l’effettivo consumo. Con questo provvedimento offriamo determinanti agevolazioni per l’installazione dei pannelli solari anche nelle città, superando i freni burocratici. E’ un ulteriore passo fatto per recuperare un ritardo storico. Ci poniamo l’obiettivo di arrivare a produrre tremila megawatt di fotovoltaico in 10 anni, moltiplicando per cento la potenza attuale , realizzando così un forte decentramento energetico.

Non tutti sanno che il “Sole 24 ore”, dopo un’accurata analisi dei dati, l’ha promossa quale Ministro più attento al risparmio. Pare infatti sia riuscito a ridurre la spesa del suo dicastero di ben cinque milioni di euro. Un vero Miracolo!

Non è un caso se nella Finanziaria varata dal Governo, necessaria per far quadrare i conti ereditati dalla precedente amministrazione, il mio Ministero abbia risposto in prima linea alla necessità di tagliare i costi della politica, regolando le spese, eliminando sprechi inammissibili e revocando commissioni inutili. Un esempi pratico? Presto al Ministero introdurremo in via sperimentale l’utilizzo del “Voip”, la tecnologia che consente di telefonare con internet a prezzi bassissimi. Si tratta di un segnale, utile per dare immediata attuazione al punto sulla riduzione della spesa pubblica, contenuto nei dodici impegni programmatici predisposti dal Presidente Prodi. Provvedimenti di questo tipo, se estesi a tutta la Pubblica Amministrazione, consentirebbero un risparmio di milioni di euro.

Come verranno incanalate queste risorse?

Questi fondi saranno investiti in progetti per l’ambiente, l’innovazione, e i giovani. Attraverso la razionalizzazione delle spese per i servizi interni del Ministero, le risorse potranno essere stanziate per finanziare politiche di difesa del suolo e del mare, lotta all’inquinamento e sviluppo sostenibile, potenziamento delle aree protette, solo per citare alcuni esempi. Le risorse risparmiate, inoltre, saranno investite in progetti che privilegino la salvaguardia degli habitat, l’innovazione tecnologica ed i giovani. Abbiamo chiesto un’azione concreta ed immediata di riduzione significativa della spesa legata alle attività politiche, istituzionali e degli sprechi, proprio per favorire l’impiego di tali risorse sulle vere necessità dei cittadini.

Cosa c’è di assolutamente prioritario da realizzare nell’agenda del Ministro?

Per la prima volta, nel nostro Paese, il Governo ha posto la questione ambientale al centro della sua agenda politica. Il primo obiettivo da porsi è la lotta ai cambiamenti climatici che, come tutti possiamo vedere, da questo inverno, assolutamente anomalo, sono la vera priorità. Il nostro Pianeta ha la febbre” e occorre porre in essere politiche nazionali ed internazionali che aiutino ad arginare il surriscaldamento e contemporaneamente si occupino dell’adattamento alla nuova situazione climatica. Occorre un impegno di tutti i settori sociali: la politica deve fare la propria parte con norme ambientali, il mondo dell’impresa deve innovare per ridurre la quota delle emissioni, l’informazione deve occuparsi più incisivamente di questo tema ed aiutare a diffondere modelli comportamentali che aiutino i cittadini a ridurre gli sprechi energetici ed idrici. I campi d’azione sono inevitabilmente molteplici, ma le priorità riguardano in particolare i consumi energetici, la mobilità sostenibile, l’innovazione tecnologica e il rispetto degli obblighi internazionali come il Protocollo di Kyoto. Non va tralasciata, inoltre, la ri-sistemazione di tutti gli eco-incentivi alle imprese e la difesa del suolo e del mare, anche attraverso il rilancio della lotta alle ecomafie e ai crimini ambientali. Abbiamo delle enormi responsabilità nei confronti delle generazioni future e del nostro pianeta. Ecco perché dobbiamo attuare misure concrete che partano da una nuova concezione: l’ambiente può e deve diventare il motore per una linea politica che non sia solo di difesa, ma di promozione e di innovazione tecnologica e sociale

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