I GIORNALISTI? NON SERVONO PIU’ A NESSUNO

( Nella foto Francesco Birocchi Presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna).

La carta stampata attraversa il periodo più buio della sua storia.

Pochi ormai sono disposti a pagare per leggere, questo grazie a internet che mette a disposizione informazioni

( spesso di bassa qualità ahimè ) di tutti i tipi alla portata del semplice mouse.
Questa l’estrema sintesi dell’incontro di stamane sul Giornalismo culturale svoltosi all’Exma sotto l’egida dell’ordine dei giornalisti.
Si vendono sempre meno giornali, in particolar modo i quotidiani. Una delle cause? Nei giornali non esiste più la terza pagina quella con gli articoli di fondo, scritti da firme prestigiose. Le pagine della cultura sono sempre meno numerose, quando è proprio questo l’aspetto che, se adeguatamente sfruttato, potrebbe fare la differenza con l’informazione mordi e fuggi di internet. Rivedere la struttura dei giornali? Sarebbe un’idea!
Regge ancora ( per fortuna!) la televisione. Le statistiche 2015 riportano un dato interessante: in Italia guarda la tv il 96% delle persone. Ma è la rete a farla da padrona.
La soluzione? Guardare ai modelli americani o inglesi. Qualcuno ormai ci pensa: pare che il Corriere della sera, tra i primi, stia già sperimentando online.
La mattinata all’Exma non ha contribuito a sollevare l’umore della folta platea di giornalisti presenti: alcuni, anche di spessore, hanno  dovuto, loro malgrado, ripiegare sul web giornalismo, ma non mettono insieme uno stipendio degno di questo nome. Altri inseguono una marea di collaborazioni con lo stesso risultato finale.
L’unico soddisfatto? Un grosso micio che, impavido, dal giardino dell’Exma, è riuscito  ad arrivare  alla sala conferenze: lui sì, assetato di cultura!

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